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Scatti di memoria. Il Lanificio Rossi negli anni '40

Mostra fotografica dall’archivio storico Vajenti: la fabbrica, i lavoratori e le istituzioni operaie dal 1940 al 1950

Locandina della mostra Scatti di memoriaIl Lanificio Conte, luogo simbolo dell’archeologia industriale scledense, riapre i suoi suggestivi spazi per raccontare un breve ma significativo capitolo della Lanerossi, attraverso una selezione di immagini in bianco e nero, perlopiù inedite, provenienti dall’Archivio Storico Vajenti di Vicenza. 
Intorno agli anni ‘40 del Novecento la Lanerossi commissiona a Gianpaolo Vajenti oltre 120 scatti, di cui colpisce oggi la straordinaria modernità dell’obiettivo e la capacità di cogliere, al di là delle “macchine” e delle “fabbriche”, l’importante presenza ed il sapiente lavoro delle maestranze della storica azienda.
Un significativo reportage, che fotografa uno scorcio della storia di Schio e della Lanerossi. L’azienda proprio in quegli anni si trovava ad affrontare, da un lato i pesanti effetti degli eventi bellici e delle scelte di politica interna degli anni Venti e Trenta, dall’altro un momento di grande incremento della produzione e di riorganizzazione interna, in cui lo spirito di collaborazione dei dipendenti costituì indubbiamente il valore aggiunto.
I Vajenti possono essere annoverati a pieno titolo tra i padri della fotografia vicentina: con oltre cento anni di attività e 500.000 scatti dai primi del ‘900 fino ai giorni nostri,  sono testimoni e custodi di un patrimonio inestimabile di immagini riguardanti lo sviluppo della Provincia di Vicenza, della sua economia e delle tante persone che ne hanno favorito la crescita.
Per molti scledensi vedere queste foto sarà un po’ come sfogliare l’album dei ricordi di famiglia, dato che molti riconosceranno nei volti fotografati e nel lavoro di quelle mani le espressioni e i gesti di genitori, nonni e conoscenti. A tutte queste persone, a chi ne ha raccolto e ne raccoglierà la memoria, è dedicata la mostra, che ha lo scopo, ripercorrendo il “filo della storia”, di restituire e raccontare un altro piccolo, ma fondamentale capitolo di Schio.
Il Sindaco di Schio, Luigi Dalla Via

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Il genio vicentino nelle fotografie di Vajenti

Scorci di vita economica dagli anni '30 agli anni '80

Locandina della mostra Il genio vicentinoLa Camera di Commercio di Vicenza, il Centro Studi sull’Impresa e sul Patrimonio Industriale, la Banca Popolare di Vicenza e l’Associazione Artigiani della Provincia di Vicenza, hanno dato vita, ad un progetto di valorizzazione dell’archivio fotografico dei Vajenti, “storici” fotografi vicentini che da quattro generazioni si occupano di immortalare luoghi, eventi ed aziende del nostro territorio e della nostra città.

I Vajenti sono stati testimoni eccezionali del cammino di Vicenza e della sua Provincia verso quella crescita economica che le ha portate ad essere una delle aree più sviluppate d'Europa, immortalando con le loro fotografie questo evento e costruendo nel tempo - siamo oggi alla quarta generazione di fotografi - un archivio che rappresenta un patrimonio di inestimabile valore, perché conserva la memoria del passato del territorio vicentino, chiave di lettura unica e irrinunciabile delle sfide che il futuro prospetta.

In occasione della pubblicazione del volume intitolato “Il genio vicentino nelle fotografie dei Vajenti. Scorci di vita economica dagli anni 30 agli anni 80” i promotori hanno inteso proseguire nella valorizzazione di questo prezioso archivio, esponendo una significativa selezione di immagini - le istantanee che compongono l’intero archivio sono circa 500.000 - che fotografino il cammino di Vicenza e della sua provincia verso quella crescita economica che ci ha portati oggi ad essere una delle aree più sviluppate d’Europa.

E hanno intitolato libro e mostra “Il genio vicentino” proprio perché la genialità degli uomini chiamati ad essere capitani d’industria, amministratori di enti pubblici, ma anche e soprattutto collaboratori di costoro, è stata la vera protagonista di questo sviluppo.

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Vicenza d'autore. Momenti del '900 nelle fotografie dei Vajenti
Locandina della mostra Vicenza d'autoreI Vajenti possono essere annoverati a pieno titolo tra i padri della fotografia vicentina, occupandosene da ben quattro generazioni. L'enorme quantità di foto che costituisce "l'Archivio Vajenti" oggi raccoglie circa 500.000 scatti, e rappresenta un patrimonio di immagini di straordinaria importanza, che testimoniano le varie tappe dello sviluppo della cultura, della storia e dell'economia di Vicenza e della sua provincia, delle imprese, degli enti e delle persone che ne hanno favorito la crescita .
La Camera di Commercio di Vicenza, il Centro Studi sull'Impresa e sul Patrimonio Industriale, l'Associazione
Artigiani della Provincia di Vicenza e la Banca Popolare di Vicenza, hanno intuito la preziosa testimonianza racchiusa nelle lastre di vetro e nelle pellicole raccolte nella "so tta" dello Studio Vajenti e hanno deciso di avviare un progetto volto ad analizzare, catalogare, informatizzare
e rendere disponibile la grande messe di immagini in esso contenuto che con il passare del tempo rischiava altrimenti di essere perduta.
"Vicenza d'autore: momenti del ‘900 nelle fotografie dei Vajenti" vuole essere un primo importante omaggio a Vicenza, immortalata in alcuni affascinati scatti a partire dal primo dopoguerra fino ad arrivare agli anni
Settanta.
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Collezione "I premi Marzotto" (1951-1968)

Istituito nel 1951 dall’omonimo gruppo tessile, il Premio Marzotto interpreta l'ideale dell'Italia della ricostruzione: rinascita culturale e morale al tempo stesso.
Per quasi vent'anni il Premio ha rappresentato un "evento" di portata mondiale nel campo delle arti e delle lettere, ed un momento di vivace ed intelligente mondanità.
Discipline premiate: letteratura, filosofia, economia, giornalismo, medicina e chirurgia, musica, teatro e pittura.
Notevole fu la sua rilevanza internazionale grazie anche al coraggio di alcune scelte che puntarono ad affiancare a nomi già affermati quelli di giovani talenti emergenti della generazione italiana del dopo-guerra che, proprio grazie a questo successo, avrebbero trovato la loro definitiva consacrazione. Vale la pena di ricordare, solo per l'arte, nomi come Renato Guttuso, Lucio Fontana, Alberto Burri, Filippo de Pisis, Luigi Romersa, Carlo Carrà, Enrico Accatino, Leonardo Cremonini, Antonio Scordia, Antonio Bueno.

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